Il mondo prima dei blog

Diario di carta aperto su una scrivania accanto a un laptop con la pagina di un blog sullo schermo
Da un diario a un blog online.

Mi sono iscritta a un corso di astronomia tenuto dagli astrofili di Bologna. Mi incuriosiva, e fin da piccola avevo questa passione che non avevo mai davvero inseguito.

Frequentando il corso mi sono accorta che a me mancavano le basi. Volevo capirne di più, ho iniziato a studiare per conto mio, mi sono fatta aiutare dall'intelligenza artificiale.

Solo che ogni volta mi nascevano nuove domande e non arrivavo in fondo a niente. Mi perdevo. Mi sono detta: devo scrivere qualcosa, un quaderno, un percorso. Ma scrivere sul computer non mi andava più tanto — avevo già diecimila documenti persi da qualche parte, sapevo che sarebbe finita così anche stavolta.

Poi mi sono ricordata che avevo dei blog. Fermi da tempo, ma ancora lì. Ho deciso: se scrivo il percorso di studio dentro uno di questi, almeno pubblico qualcosa, resta, qualcuno lo vede. Forse studio anche meglio.

Da lì sono partita a riattivare i blog. Avevo una piccola rete ferma da tempo, ho iniziato col farmi prendere la mano e dire: quasi quasi riattivo anche questo, riattivo anche quello, eccetera. Ho ricominciato a scrivere molto su La scienza spiegata a me stessa, dentro Caleidoscopio e Stelle, che era il mio progetto iniziale.

Solo che rispetto a quello che sapevo io anni prima — era da tanto che non aggiornavo più Blogger — ho trovato cose strane.

Per tre, quattro mesi ho scritto come una matta, giorno e notte: sistemavo pezzi di HTML, aggiustavo pagine, rimettevo a posto profili, toglievo duplicati. Chiedevo perché Google non mi indicizzava. E le intelligenze artificiali mi rispondevano: continua, dai, è solo perché sei stata ferma un po'. Vedrai che i tuoi contenuti sono buoni. Vedrai qui, vedrai là. Tira, tira, tira.

Poi, ai primi di settembre, ho fatto una domanda più precisa, e ho scoperto che tutto quello che mi era stato detto non era più vero. Il mondo dei blog sta cambiando. Ed è cambiato mentre io lavoravo, senza che nessuno me lo dicesse chiaramente.

Per questo apro questa pagina. L'ho vissuto da dentro. Ci ho lavorato per tre, quattro mesi come se fosse ancora viva una cosa che intanto si stava trasformando sotto di me. È un piccolo terremoto e non so ancora come andrà a finire. Voglio provare a raccontarlo.


Quando sono nati davvero i blog?

Non so quando sono nati veramente i blog. Facendo una ricerca online ho scoperto che la nascita del primo blog si può far risalire al 1994, quando Justin Hall, uno studente americano, scriveva quella che oggi chiameremmo una specie di diario online. La parola "blog" non esisteva ancora.

Io, in quello stesso anno, stavo probabilmente accedendo a internet per la prima volta attraverso un modem. Quel rumore che oggi sembra preistoria era molto caratteristico. In Italia internet arrivava più tardi e più lento rispetto all'America, e ricordo che c'era all'inizio una specie di elenco telefonico dei primi siti — le pagine gialle del web, diciamo — tutti testuali e non tantissimi. Erano quasi tutti siti anche istituzionali.

A dicembre del 1997 nasce il termine "weblog", ed è quello il periodo in cui io scoprivo le prime chat testuali. Erano frequentate da poche persone, per lo più informatiche, e da queste persone ho imparato a usare il computer. Spesso si bloccava e mi insegnavano a riformattarlo. A distanza mi spiegavano come aprirlo e smontare una scheda audio, e altri esperimenti. Del mondo dei blog e dei diari online non sapevo niente.

Poi nel 1999 il termine si accorcia in "blog" e nasce Blogger, ad agosto — lo stesso strumento che uso ancora oggi, vent'anni dopo. In Italia in quegli anni le immagini si caricavano ancora lente, c'erano i primi videogiochi un po' seri, i primi siti organizzati, anche se ancora molto basici.

Nel 2003, l'anno in cui Google compra Blogger e nasce WordPress, io ero lontanissima da tutto questo. Lavoravo in ambito tecnico — corsi, impianti, normative — usavo internet quasi solo per scaricare documenti di lavoro. Blog e social non erano nel mio vocabolario.

In quegli anni internet lo utilizzavo soprattutto a livello lavorativo, con le prime risorse che si trovavano, con le mail, e anche per divertimento.

Poi un vuoto di anni, e mi ritrovo al 2010, quando arrivo al mondo della scrittura online attraverso i portali. È successivamente, nel 2011, che arrivo ai blog.

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