Premi SIF 2026: uno sguardo curioso all’avanguardia della fisica italiana

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La Società Italiana di Fisica assegna ogni anno i suoi premi ai ricercatori e alle ricercatrici.


Ogni anno la Società Italiana di Fisica assegna i suoi premi. Non sono solo riconoscimenti formali: raccontano su quali frontiere si sta lavorando in Italia e nel mondo, e a volte fanno capire meglio a cosa serve la ricerca di base quando arriva a toccare la vita quotidiana, la sicurezza o la medicina.

Quest’anno l’elenco è particolarmente ricco. Ecco i principali, con un po’ di contesto.

Premio Enrico Fermi 2026

Alessandro Amato (INGV)
Per i contributi fondamentali alla sismologia, alla fisica dei terremoti e ai sistemi di allerta tsunami.

Il Mediterraneo non è immune dagli tsunami. Sono eventi rari, ma quando arrivano possono essere devastanti. Amato lavora da anni sul Centro Allerta Tsunami dell’INGV, uno dei nodi del sistema internazionale coordinato dall’UNESCO per il Nord Atlantico e il Mediterraneo. Non si tratta solo di studiare i terremoti: si tratta di trasformare i dati sismici in allerte utili alla Protezione Civile e ai Paesi costieri. È ricerca che diventa infrastruttura di sicurezza.

Robert Klanner (University of Hamburg) e Luciano Musa (CERN)
Per lo sviluppo di sensori al silicio e di sistemi di tracciamento basati su pixel monolitici CMOS.

Qui siamo nel cuore della fisica delle particelle. I pixel monolitici integrano sul medesimo chip di silicio sia il sensore che l’elettronica di lettura. Sono più leggeri, più precisi e meno costosi dei vecchi rivelatori ibridi. Questa tecnologia è già usata e continua a evolversi negli esperimenti del LHC al CERN, in particolare in ALICE, e sta diventando uno standard per i futuri collider. Le stesse idee trovano poi applicazione anche in imaging medico e in rivelatori di radiazioni di precisione.

Premio per la Comunicazione Scientifica

Claudia Mignone (INAF)
Per la serie video “L’universo alla lettera”: 26 episodi, uno per ogni lettera dell’alfabeto, che avvicinano il pubblico alle parole chiave dell’astrofisica moderna.

Comunicare la scienza non è un’appendice. È uno dei modi in cui la ricerca torna a chi la finanzia e a chi semplicemente ha voglia di capire. Una serie pensata per essere accessibile, senza semplificare fino a diventare banale, è un contributo concreto alla cultura scientifica.

Premio per la Didattica della Fisica

Marisa Michelini (Università di Udine)
Per il contributo straordinario alla ricerca in didattica della fisica, alla formazione di generazioni di insegnanti e ricercatori, e alla costruzione di reti internazionali tra scuola e università.

Senza una didattica solida, anche le scoperte più importanti restano confinate in pochi laboratori. Michelini ha lavorato per decenni proprio su questo punto di contatto tra ricerca e scuola.

Premi “Laura Bassi” per le Donne nella Fisica

Early career – Francesca Cova (Università di Milano Bicocca)
Per lo studio di materiali scintillatori con emissione nel vicino infrarosso destinati alla dosimetria in radioterapia FLASH.

La radioterapia FLASH eroga dosi altissime di radiazione in tempi brevissimi. Sembra funzionare meglio nel risparmiare i tessuti sani rispetto alle tecniche tradizionali, ma richiede strumenti di misura della dose completamente nuovi: i dosimetri classici non tengono il passo con quei ratei. I scintillatori al vicino infrarosso di Cova cercano di rispondere proprio a questa esigenza.

Mid-to-full career – Alessandra Fantoni (INFN-LNF)
Per i contributi alla fisica nucleare e adronica ad alte energie e per i ruoli di coordinamento scientifico, in particolare nell’esperimento ALICE al LHC.

ALICE studia lo stato della materia nelle condizioni estreme prodotte dalle collisioni di ioni pesanti. È uno dei quattro grandi esperimenti del LHC e contribuisce a capire come si comportava la materia nei primi istanti dopo il Big Bang.

Premio SIF-SoNS “Neutrons Matter”

Barbara Marcaccio (Università di Pavia)
Per un nuovo formalismo di calcolo della dose e per gli aspetti micro-dosimetrici nella terapia a cattura neutronica da boro (BNCT).

La BNCT è una forma di radioterapia molto selettiva. Si somministra un composto contenente boro-10 che si accumula preferenzialmente nelle cellule tumorali; poi si irradia con neutroni a bassa energia. La reazione produce particelle che depositano tutta la loro energia in uno spazio di pochi micrometri, all’interno della cellula malata. Il problema è calcolare con precisione la dose reale a livello microscopico. Il lavoro di Marcaccio va esattamente in questa direzione.

Altri premi di frontiera

Premio per la Fisica Teorica “Giuliano Preparata”
Alessandro Lella (Università di Padova)
Sonde astrofisiche di particelle flebilmente interagenti, unendo teoria quantistica dei campi e fisica dei plasmi stellari. È il tipo di ricerca che cerca di capire se esistano particelle ancora sconosciute osservando stelle e ambienti estremi.

Premio per la Fisica della Materia “Paolo Mazzoldi”

Duilio De Santis (ETH Zurich)
Come le dinamiche lontane dall’equilibrio, le fluttuazioni e la dissipazione possano far emergere stati collettivi nuovi. È fisica dei sistemi complessi, con ricadute che vanno dalla materia condensata fino a fenomeni biologici e sociali.

Borsa “Antonio Stanghellini”
Mattia Atzori Corona (INFN Roma Tor Vergata)
Studio delle proprietà del neutrino, in particolare il limite sul suo raggio di carica. I neutrini sono tra le particelle più elusive che conosciamo; misurarne meglio le caratteristiche aiuta a capire se il Modello Standard della fisica delle particelle debba essere esteso.

Premio per l’Optoelettronica e la Fotonica
Mario Ferraro (Università della Calabria)
Ottica non lineare in fibra e gas di fotoni semiclassici. È il territorio in cui la luce non si comporta più in modo “lineare” e può essere manipolata in modi nuovi, con applicazioni potenziali nelle comunicazioni e nella computazione quantistica.

Premio per la Geofisica “Enzo Boschi” (ex aequo)
Matteo Scarponi (INGV) e Davide Zaccagnino (Southern University of Science and Technology, Shenzhen)
Analisi e modellazione di dati geofisici multidisciplinari, e un approccio che collega sismologia statistica, fisica dei terremoti e valutazione della pericolosità. Di nuovo, ricerca che parla direttamente con la sicurezza del territorio.

Il Premio “Enzo Boschi” mi ha colpita anche per una ragione personale: anni fa lo seguivo sui social e, attraverso piccoli scambi, mi era rimasto vicino in modo molto umano. Per questo rivedere oggi il suo nome in un premio mi ha fatto impressione.

Ci sono poi i premi per i nuovi talenti e le nomine a Soci Benemeriti, che completano il quadro di una comunità scientifica che continua a formarsi e a riconoscersi.

Perché guardare questi premi da fuori

Non bisogna essere fisici di professione per interessarsi a queste cose. Anzi: a volte chi guarda da fuori nota proprio il filo che collega una ricerca apparentemente astratta a qualcosa che tocca la sicurezza delle coste, la cura dei tumori o semplicemente il piacere di capire meglio come funziona il mondo.

Tra tutte le storie di questi premi, una in particolare mi ha colpita: quella di Claudia Mignone, premiata per la comunicazione scientifica con una serie di 26 video, uno per ogni lettera dell’alfabeto, pensati per avvicinare il pubblico all’astronomia e all’astrofisica. Mi ha colpita anche per un motivo molto personale: mi chiamo Claudia anch’io. Ovviamente non sono una ricercatrice premiata, non ho alle spalle un’università o una carriera scientifica, ma nel mio piccolo sto provando a fare qualcosa di simile: raccontare i miei ragionamenti, mettere ordine nelle domande e imparare qualcosa strada facendo.

Per questo ho deciso di collegare qui il mio piccolo spazio di riflessione: La scienza spiegata a me stessa.



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