Curiosità e divagazioni


martedì 3 dicembre 2013

Posted by vic23 on 18:07:00 in , | No comments
AIRI NANOTEC IT


Anche le nanotecnologie in italia coinvolgono sempre più soggetti, nella convinzione che i benefici e gli effetti legati al loro sviluppo possano divenire un bene prezioso.

Tra i centri di nanotecnologie in italia c'è Nanotec IT nata nel 2003 all' interno di AIRI, Associazione  Italiana per la Ricerca Industriale.

AIRI / Nanotec IT, mira a promuovere lo sviluppo e l’applicazione delle nanotecnologie nel nostro paese ponendosi così nell’ottica di stimolare l’evoluzione economico-industriale, e acquisire una sempre maggiore competitività nel panorama internazionale.

I contributi apportati da Nanotec IT sono molti e non si limitano alla raccolta dei dati e all’offrire informazioni sulle nanotecnologie ma, le sue azioni, mirano alla promozione delle iniziative volte a svilupparle, favorire scambi, contatti e collaborazioni tra imprese (sia italiane che internazionali), stimolare l’interesse delle PMI nei confronti di questa tematica e, dati i risvolti negativi di cui talvolta si parla, favorire uno sviluppo etico e un utilizzo consapevole di questa tecnologia.

Numerosi sono i progetti, spesso finanziati dall’Unione Europea, che hanno permesso di raggiungere ottimi risultati e approfondire gli studi e gli utilizzi delle nanotecnologie.

Negli ultimi anni, rispettivamente nel 2005 e il 2006 si sono conclusi due progetti; il primo, NanoRoadMap, svoltosi nell’ambito del sesto programma quadro, ha visto il coinvolgimento di partner francesi, finlandesi, tedeschi, italiani, cechi, spagnoli, inglesi e israeliani mentre il secondo, NAoMITEC, era volto a favorire la partecipazione delle PMI ai progetti di ricerca e ha visto impegnarsi Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Svizzera e Israele.

Nanocode, Observatorynano, FramingNano sono progetti ancora in pieno svolgimento o appena conclusi che hanno messo in evidenza numerose necessità e sfide cui le società e i governi devono affrontare; non si è mancato di aumentare la diffusione del codice di condotta per la comunità di nanotecnologia ma anche pensare a una sua implementazione e aumento della consapevolezza riguardo a questo argomento.

Da un punto di vista pratico molte sono le innovazioni su cui le aziende stanno investendo, solo nel volume “Le innovazioni del prossimo futuro” ne vengono indicate ben 80 e, tra queste, rientrano anche le nanotecnologie.

Le collaborazioni sono molto importanti e consentono di arrivare a presupporre o realizzare importanti risultati; in tempi recenti il CNR (più precisamente i ricercatori dell’Istituto Nanoscienze Nano-Cnr) e l’Istituto di fotonica e nanotecnologie (Ifn-Cnr) hanno realizzato un sensore fotoacustico in grado di rilevare tracce infinitesimali di gas tossici semplicemente ascoltandone il suono; ciò che riesce a farlo è un piccolo diapason al quarzo (il prototipo è di 3 cm, un nulla rispetto alle apparecchiature attuali) che potrebbe così rilevare gas inquinanti, agenti chimici pericolosi, tossici e sostanze esplosive.

A testimonianza della necessità di compartecipazione è l’Università Tor Vergata di Roma che sta invece lavorando a un progetto per la realizzazione di luci al LED più efficienti, unendo le forze con OSRAM, University of Dundee, CRHEA-CNRS, LUX- TSI Ltd e molti altri.

La maggior parte degli istituti che svolgono ricerche e utilizzano le nanotecnologie in Italia, sono raccolte e rappresentate da Nanotec e, tra questi troviamo, a titolo di esempio: A.P.E. Research, Centro Sviluppo Materiali, Hitech 2000, ENI, FINMECCANICA; Pirelli Tyre, Smilab, Veneto Nanotech, CNR, ENEA, INAIL, INSTM, Politecnico di Torino.

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