Curiosità e divagazioni


lunedì 2 settembre 2013

Emilia3 di Onda solare
L'auto a energia solare, Emilia 3

Il museo Ferrari di Maranello si è reso protagonista in tempi recenti di un grande evento, la presentazione di Emilia 3.
Si tratta di un' auto a energia solare messa a punto dal team di Onda Solare, un prototipo che negli ultimi anni ha subito modifiche e migliorie che l’hanno resa sempre più efficiente.

A ottobre 2013 (dal 6 al 13) il prototipo parteciperà al World Solar Challenge, competizione destinata ad autovetture a emissioni zero, che si svolgerà per 3000 Km tra Darwin e Adelaide.

Al contrario delle autovetture presenti sul mercato, non funziona a benzina, diesel, non è elettrica e neppure a metano ma va ben oltre, spingendo sull’acceleratore dell’ecologia e dell’energia pulita, per funzionare utilizza un sistema fotovoltaico. In questo caso, nello specifico, si è giunti a un sistema innovativo (il modulo SolbianFlex della Solbian Energie Alternative srl) nato dalla collaborazione e dall’esperienza del dottor Marco Bianucci del CNR-ISMA e velisti quali Giovanni Soldini.

La partecipazione dei velisti non è casuale, la concezione si rifà infatti ai sistemi presenti su barche da competizione che, con poco spazio, devono essere potenti e avere caratteristiche di robustezza, flessibilità, leggerezza e resistenza alle sollecitazioni esterne; a questo si deve aggiungere la ristrettezza del budget a disposizione che ha influito notevolmente sulla realizzazione del progetto.

Il numero totale di celle è pari a 391 e il peso del prototipo “solo” 180 Kg, numeri impressionanti che hanno richiesto l’utilizzo delle celle SunPower, in particolare le Back-Contact da 5’ BIN-J.

Molti sono i problemi che i realizzatori hanno dovuto affrontare e, l’intervento dei velisti si è mostrato particolarmente utile nell’affrontare e risolvere quello dell’ombreggiamento e la mancanza parziale di luce; partecipare a una competizione come la World Solar Challenge richiede la massima efficienza del mezzo, ogni perdita di energia, anche la più piccola, può rivelarsi controproducente.

Il settore nautico si è già trovato ad affrontare questa situazione perciò, è proprio al suo interno che si è cercata la soluzione e, grazie ai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria elettrica dell’Università di Bologna, si è provveduto ad adattarla alle necessità di Emilia 3.

La zona attorno al cupolino è la più problematica perciò, si è cercato di fare in modo che le celle site in quell’area, fossero controllate in maniera indipendente, evitando così cali di energia.

Ora non resta che augurare in grosso in bocca la lupo perché nella competizione riescano a primeggiare, e portare sul podio più alto l’orgoglio italiano.

Immagine: Davide Garavini

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