Curiosità e divagazioni

venerdì 24 maggio 2013

Posted by Claudia on 11:39:00 in | No comments
Mokhtar Belmokhtar è nato il 1° giugno 1972, a Ghardaia in Algeria orientale;  comandante militare di Al-Qaeda nel Maghreb.
Al momento, sul sito inglese ed italiano di Wikipedia, viene segnalata la morte di Mokhtar Belmokhta, in data del 2 marzo 2013. 

In effetti il 2 marzo 2013, la televisione di Stato del CIAD ha annunciato l'uccisione di Mokhtar Belmokhtar, in un raid delle truppe del Ciad contro una base di terroristi, nel Adrar de Ifhogas montagne nel nord Mali.  Ma la notizia non ha trovato mai riscontro da altre fonti ed è stata direttamente confutata da membri di Al Qaeda, il 4 marzo 2013. Anche un portavoce dell'unità di Belmokhtar nega che "l'emiro", uno dei soprannomi con viene designato  Belmokhtar, sia stato ucciso. 

Recentemente però, il 14 aprile scorso, il presidente ciadiano Idriss Deby Itno è tornato a ribadire con certezza che Mokhtar Belmokhtar si sarebbe fatto esplodere per disperazione dopo aver appreso della morte di Abou Zeid e che è stata effettuata l'identificazione del corpo. La Francia, appresa la notizia, ha risposto che sarà disposta a confermare la morte solo dopo aver effettuato il test del DNA su ribelli uccisi.



È di oggi la notizia di un attentato in un cantiere francese del Niger, che ha provocato la morte di 20 persone e che porterebbe proprio la firma di Belmokhtar, che ha lanciato la sua guerra contro impianti e siti strategici del mondo occidentale in Africa. Anche le informazioni su Wikipedia, andranno riaggiornate, dunque.

Mokhtar Belmokhtar si è messo in evidenza nei primi anni '90 durante la guerra civile in Afghanistan, combattendo al fianco dei mujaheddin contro l'occupazione sovietica del paese; in occasione di questi eventi perse l'occhio sinistro, per cui uno dei soprannomi usati per indicarlo è "il guercio" o The One-Eyed

Successivamente entrò a far parte della GIA, Gruppo islamico armato di Algeria e prese parte alla guerra civile algerina, a seguito dell'annullamento da parte del regime, delle elezioni vinte dal partito islamista. 

Ad oggi è uno dei comandanti più attivi di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQUIM), sempre in luce per attività di guerriglia, contrabbando e traffico di droga (hashish, cocaina), auto rubate, diamanti, esseri umani, rapimenti di occidentali, al fine di armare i gruppi ribelli. 

Belmokhtar ha avuto un ruolo rilevante nel processo di separazione dell'Azawad dal Mali, sfruttando la scia della rivolta dei tuareg a seguito del ritorno dei guerriglieri al soldo di Tripoli ed a partire dal 2003, ha intessuto relazioni con l'organizzazione capeggiata da Osama Bin Laden, al Qaeda. 

Nel 2004, nel 2007 e nel 2008 è stato condannato da tribunali algerini al carcere a vita e alla pena di morte. 

Nel gennaio 2013 ha rivendicato la responsabilità dell'attacco contro la struttura petrolifera di Aménas, che provocò la morte di numerosi ostaggi occidentali. 

L'impianto in Algeria, che è costata la vita a 37 ostaggi, nel gennaio scorso.   

Conosciuto anche con il soprannome di Mr. Marlboro a causa del suo ruolo nel contrabbando di sigarette in tutta la regione del Sahel per finanziare la jihad, Mokhtar Belmokhtar è stato definito da Stephen Ellis, accademico presso il Centro di Studi africani a Leida in Olanda come "uno dei più importanti signori della guerra del Sahara".

Secondo Jon Marks, studioso presso il londinese think-tank Chatham House, "Belmokhtar è uno dei membri più attivi negli ambienti politici, ideologici del Sahara degli ultimi due decenni", ed ha creato intensi collegamenti tra i jihadisti di tutto il mondo secondo un rapporto pubblicato dalla fondazione americana Jamestown.


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